Leggete questo bellissimo articolo di Paolo Rumiz.
OK.
E' giunto il momento di raccontare un po' questa breve gita in Belgio.
Ospiti di un caro amico che abita a Gent, nelle Fiandre, io e Sonia ci siamo concessi una piccola vacanza in questo piccolo paese ma con una storia grande ed interessante.
Ed e' stato come un ritorno in Europa dopo otto mesi di Regno Unito. Dal sole, il primo sole dopo due mesi di continua ed incessante pioggia; alle strade con la guida "all'incontrario" (gia', ora considero quella europea all'incontrario tanto mi sono abituato qui; non vi immaginate come era difficile attraversare la strada in Belgio, ma soprattutto pericoloso!); dalla gente chiacchierona per le strade (in bus e treno le voci erano assordanti da quanto ero abituato al silenzio completo dei trasporti in UK) al profumo di cibo normale; dalla mancanza imbarazzante di taxi (in UK ce ne sono ad ogni angolo) a quella fastidiosa dei bankomat (praticamente inesistenti se confrontato alla media inglese).
Gent e' una citta' bellissima, quasi una Venezia del Belgio; canali navigabili, torri svettanti al cielo e chiese e guglie e ponti. Un piccolo capolavoro di architettura gotica.
Parlano tutti il fiammingo, che e' una variante dell'olandese: praticamente la lingua piu' brutta del mondo. Inascoltabile, fastidiosa: sembrava che stavano tutti per caricare sputi e catarro (e subito eravamo pronti ad evitare il getto), ma invece ti stavano solo dicendo: "Ciao, come stai? Bella giornata vero?"
Quando invece ci spostavamo a Bruxelles sembrava di essere entrati in un altro paese. Ed in effetti e' cosi'. Le fiandre hanno poco a che fare col resto del paese, culturalmente, linguisticamente e geneticamente sono piu' vicine all'Olanda. Bastano trenta chilometri e riconosci dalla faccia un fiammingo rispetto ad un belga francofono. Tra l'altro sono comunita' molto chiuse e assolutamente non bilingue.
Mentre Gent era una tipica citta' olandese, Bruxelles mi ha dato l'idea di una citta' francese. I lunghi e larghi viali alberati, i palazzi neoclassici e il centro barocco, un'atmosfera solare ci hanno accolto e ci hanno fatto ricordare di essere ritornati nella vecchia cara Europa.
Indimenticabile l'odore praticamente onnipresente di dolci, paste e cioccolati. Consiglio vivamente di camminare nel centro e seguire i profumi, entrare nei negozi ed assaggiare cioccolati e dolci. Imperdibile.
Altro che fish and chips, hamburger e kebab!!!!!

Tornare a Londra invece e' stata un tragedia. La prima cosa che ho sentito e' stata l'odore di patatine fritte. Giuro.
Poi la pioggia e l'odore della metro. Confusione, sporcizia, smog, quanto odio Londra!!!
Grazie a Corneliu, il mio amico rumeno che ci ha ospitati, ci siamo presi una breve pausa dallo stress e dalla pioggia inglese. Tra l'altro ho finalmente parlato sardo con lui dopo otto mesi!! Incredibile: in Belgio a parlare sardo con un rumeno!

Soffri bestia.
Soffri.
Che il buon Dio me l'ha sussurrato all'orecchio.
Che salvezza non avrai se non attraverso la sua stessa croce.
Non hai scampo, non puoi sfuggire alle mie notti insonni a spiare i sussurri degli angeli.
Li ho sentiti, ti giuro. E come potrersti non credermi. Sto su questo scranno da duemila anni. Le vedi queste radici ricamate con l'oro, il marmo e il sangue degli infedeli?
Non puoi sfuggire ai miei sogni.
Soffri bestia. Soffri.
Che il buon Dio me l'ha sussurrato all'orecchio.
Mi sono clamorosamente dimenticato di fare un post su Glasgow, ma qui la ricerca avanza e il premio Nobel e' sempre piu' vicino. che ci volete fare: devo sacrificare qualcosa no?
Anyway, siccome mi sto facendo un mazzo tanto in questo periodo domani parto a Bruxelles per il fine settimana. (voglio proprio assaggiare questi cavoletti)
Vi faro' due post, uno su Glasgow e l'altro sul Belgio.
Ci si vede lunedi'.

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