Essere condannati a morte in pubblico è un atto tipico di un paese che non ha ancora letto "Dei delitti e delle pene", cioè di un regno pre-rivoluzione illuminista.
Graziati invece all'ultimo, quando l'imputato sta per conoscere il proprio boia e può già vedere il patibolo invece è tipico di un paese del medioevo dell'Asia Minore, un califfato o una satrapia; e il satrapo o sultano che fa uso di questa "grazia" lo fa in genere per mostrare la propria magnanimità alle folle.
Non mi rompete il cazzo con discorsi sulla libertà e la democrazia americana.
Tutto ciò è INDIFENDIBILE.
UPDATE
A me pare una vergogna che gli USA siano l'unico paese occidentale in
questa classifica. L'unico, ripeto l'unico e che non ci si scandalizzi per questo. Si mettono le mani nei capelli per i diritti umani in Cina, ma forse è meglio guardare prima in casa propria.
Qualche giorno fa, prima che mi trasferissi dal clima monsonico del sud-ovest della Britannia ai tropici dei lidi dell'Ichnusa, pensavo esattamente quello che ha scritto lui qui.
Tornando indietro con la memoria e col senno di poi mi sono reso conto che la rete dei bloggers è totalmente ininfluente nella vita pubblica italiana. Nel periodo del referendum sulla fecondazione assistita tutti noi, pro e contro la legge 40, creammo una tavola di discussione di proporzioni titaniche. Forse almeno fino a quel 2005 non si era mai imbastita una discussione così vasta, variegata, approfondita, sentita e passionale. E forse a mio parere non si è più raggiunto quel livello di partecipazione web-popolare.
Ma, come ricorderete, tutto finì in una bolla di sapone. Quelli pro-legge 40 dissero che fu grazie al loro pressing che la gente non andò a votare. Ma in realtà la verità era un'altra: solo noi bloggers (pro e contro) partecipammo a quella discussione, solo noi conoscevamo i quesiti del referendum. La gente di strada non sapeva neppure che esisteva un referendum e nel migliore dei casi non gliene fottè nulla.
Per le ultime elezioni politiche a guardare il web sembrò che la Rosa nel Pugno potesse fare grandi cose, si parlava addirittura del 6%, ma sappiamo come andò. Scalfarotto è un altro esempio.
Un tempo pensavo che la rete fosse uno specchio della società e che in parte il virtuale potesse poi avere un'influenza sul reale. Ma come trovate nei commenti del post di Yoshi, con un pò di narcisismo riporto questo commento di Conny: "la gente normale non è blogger e la politica è lo specchio della gente normale…"
C'è una grossa verità illuminante in questa frase: la gente non conosce internet, non lo usa nè per informarsi nè tantomeno per scriverci. Credere di poter usare il web come arma di comunicazione di massa in Italia è un'idea velleitaria e perdente, perchè fino a quando non ci sarà una cultura internettiana e fino a quando la percentuale di ultrasessantenni ignoranti nel paese sarà così alta, lo strumento di internet sarà come quando inventarono il CD negli anni 80 ma nessuno aveva ancora un lettore per leggerlo.
Scriviamo i nostri post ben ordinati (i miei non tanto), spesso ricchi di spunti, informazioni, e link ma alla fine non sono altro che illusioni di ragazzini che giocano a fare i piccoli Napoleoni.
Ho vissuto 25 anni della mia vita in una terra devastata dagli incendi, forse la regione d'Italia che ha subito di più la violenza delle fiamme negli ultimi 50 anni.
Ma fin da piccolo sapevo benissimo chi appiccava gli incendi e per quale ragione. Lo sapeva un bambino di 8 anni, figuratevi adulti, pompieri, magistrati e polizia.
La cosa che fa più pensare dell'ultimo anno di fuoco in Italia ed Europa è che sta passando nei giornali e TV il termine piromane.
La piromania è un'intensa ossessione verso il fuoco, le fiamme, gli esplosivi in genere e gli effetti a ciò correlati, che spesso si attua con l'accensione intenzionale di incendi. Un piromane in senso clinico non ha generalmente altri sintomi esclusa la fissazione per il fuoco che è la causa del suo comportamento: il fuoco viene utilizzato solo per indurre euforia, e coloro che sono affetti da questa sindrome hanno spesso dei legami con istituzioni che controllano il fuoco stesso.
La piromania è una malattia mentale di cui è affetto meno del'1% della popolazione.
So bene che i giornalisti parlano per ignoranza però far passare l'appiccamento di incendi stagionale come l'effetto di una malattia mentale è fuorviante e menzognero.
Perchè non diciamo la verità? Quella che io sapevo fin da quando ero bambino?
Imputati: allevatori, contadini, guardie forestali stagionali, mafia.*
Moventi: cosa spinge un pastore ad appiccare un incendio? Per prima cosa disponibilità di pascoli per il suo bestiame. Secondo l'idea che in questo modo si eliminino parassiti, erbacce e che il terreno venga concimato dalle sostanze nutritive presenti nella cenere. Poi gelosie e vendette nei confronti dei vicini. Quarto, terrorismo nei confronti delle strutture turistiche che disturbano le sue attività (legali ed illegali).
Cosa spinge la guardia forestale stagionale ad appiccare un incendio? L'idea che se non ci sono più incendi il prossimo anno non verranno chiamati più come stagionali. Il fuoco dà lavoro.
Cosa spinge la mafia ad appiccare un incendio? Controllo del territorio ed eliminazione di strutture turistiche e/o commerciali che potrebbero dar fastidio per le proprie attività illecite.
Quindi evitate di dare del malato mentale a persone che fanno questo lavoro da 50 anni con buoni risultati e che hanno target ben precisi, moventi facili.
E sarà anche il caso di processare gli incendiari per terrorismo (come sta facendo la Grecia) visto che il movente è quello di terrorizzare la popolazione ed ucciderla e distruggere il territorio dello Stato.
Perchè non mettere le taglie per questi porci? Pensate davvero che nella terra dell'omertà qualcuno vada a denunciare il proprio vicino? Intere comunità sanno chi è il colpevole, tutti al bar ne parlano ma tutti taciono. Il passo tra il bruciare un bosco e la casa con persone dentro è breve, lo sanno tutti.
Ma forse un milione di euro per ogni porco preso può aiutare. Che dite?
*
Per evitare commenti sgradevoli dirò subito che ovviamente non sono tutti i pastori o i stagionali forestali ad appiccare gli incendi, ci mancherebbe. Ma che se volete trovare il famoso "piromane" dovete cercarlo all'intenro di queste categorie. Uno su cento? Uno su mille? E non è abbastanza per sospettare delle suddette categorie?

"Anche se non esiste un censimento preciso si può affermare che una parte significativa dei beni immobili di Roma è in mano alla Chiesa e ad enti ecclesiastici. Nella capitale gli istituti religiosi che non pagano l'Ici in base al Concordato ed alle successive leggi in vigore causano al Comune di Roma un mancato introito di circa 20 milioni di euro l'anno. Gran parte del Centro storico di Roma appartiene al Vaticano, compresi beni extraterritoriali: molti collegi e case generalizie, abitati ora da pochi religiosi, sono stati trasformati in alberghi a 4 stelle, residence e pensionati di lusso.
Dare un valore commerciale a questo «impero» è praticamente impossibile. Ci si può trovare indifferentemente di fronte a ettari di terreno edificabile o al palazzetto storico pronto alla ristrutturazione. Nel 2003 su circa 100 mila immobili appartenenti in Italia alla Chiesa e ad enti ecclesiastici si contavano nel campo dell’istruzione 8.784 scuole, suddivise in 6.228 materne, 1.280 elementari, 1.136 secondarie e 135 universitarie o parauniversitarie, 5 grandi università oltre a 2.300 musei e biblioteche. Poi 4.712 centri di assistenza medica, suddivisi in 1.853 ospedali e case di cura, 10 grandi ospedali, nonché 111 ospedali di media dimensione, 1.669 centri di «difesa della vita e della famiglia», 534 consultori familiari, 399 nidi d’infanzia, 136 ambulatori e dispensari e 111 ospedali, più 674 di altro genere. Il tutto per un valore globale di alcune centinaia di miliardi di euro. Infine, 118 sedi vescovili, 12.314 parrocchie, quasi altrettanti oratori, 360 case generalizie di ordini religiosi, un migliaio di conventi maschili o femminili e 504 seminari.
Oltre agli attuali benefici fiscali sull'Ici, la Chiesa beneficia di circa 930 milioni di euro l’anno grazie all’8 per mille (dal 2007 c'è anche la novità dell'ulteriore 5 per mille). Vanno poi aggiunte le donazioni liberali dei contribuenti a favore della Chiesa, detraibili dalle denunce dei redditi fino a circa 1000 euro, nonché l’esenzione totale sui lasciti testamentari di beni mobili ed immobili da parte dei fedeli. In base ai Patti Lateranensi sono esenti da Irpef gli stipendi dei dipendenti della Santa Sede e le loro pensioni. Per la Chiesa sono poi previsti sconti sull'imposta Ires, nonché esenzioni Iva sul gas metano e anche sulla fornitura dell’acqua, tanto che è ancora aperto un contenzioso di circa 30 milioni di euro con l’Acea."
QUI
Sarkò si crede il divo della politica internazionale (vabbè sai che novità: da Napoleone in poi è sempre stato così in Francia).
Fa il calendario del ritiro dall'Iraq quando la Francia non ha partecipato alla guerra. Che fa ridere. Spero che arrivi una bella pernacchia dalla Casa Bianca.
E ancora rompe le scatole con la storia dell'ingresso della Turchia in Europa. E se la Turchia uscirà dall'orbita europea, magari diventando uno stato islamico a tutti gli effetti nei prossimi anni lo dovremo sempre e solo alla Francia. Complimenti mangiarane.
Io l'ho sempre detto: un'Europa unita con la Francia è impossibile, senza è impensabile.
Tornato in Italia per vacanza mi ritrovo a guardarmi intorno come un turista, totalmente disabituato alla vita italiana.
Faccio la fila al bar dell'aeroporto a Pisa: mi distraggo un secondo e già cinque persone mi rubano il posto; alla cassa balbetto un pò di italiano, ma parlo ancora in inglese dentro di me; mi scappa un thank you; al bankomat non posso mettermi dietro a chi sta già prelevando perchè sospetterebbe sto copiando il suo PIN o che sto per rubargli i soldi appena prelevati; prelevo soldi in euro ma il mio conto è inglese e mi ritrovo il cambio sfavorevole e 2 pound di tassa; il cibo perifno col cambio favorevole è costosissimo rispetto a Bristol; gli italiani sono incredibilmente bassi e si agitano come manichini snodati al vento di maestrale per qualsiasi cosa dicano.
L'afa mi investe appena fuori dall'aeroporto e mi ricordo della sauna che feci quella volta nel lago Malaren a Stoccolma. Mi manca il respiro e mi accorgo di avere ancora una giacca col cappuccio addosso. Incrocio centinaia di persone e paiono tutte uguali, fatte con lo stampino (in Sardegna questa percezione sarà amplificata). Nessuna pelle d'ebano, niente occhi a mandorla, nessun sari multicolore, nè odore di razze, lingue gutturali, labiali, dolci, acide.
Dove sono i capelli rossi, gli occhi azzurri, la pelle negra, quella anemica, il nano affianco al gigante, l'obeso seguito a ruota dal tisico, le cosce e i tacchi delle ragazze, gli uomini in giacca e cravatta, la signora vestita con cattivo gusto, lo sportivo che fa jogging, quello in tenuta da squash o il ragazzazzino in skateboard.
Solo mediterranei intorno a me.
Ogni volta tornare "nel mio paese" è uno shock, un piccolo stupro; a cui mi abituo in fretta è chiaro. Però rimane sempre la fase iniziale che è sempre difficile da amministrare. Uno o due giorni in cui si è in un limbo, straniero ed indigeno allo stesso tempo.
....mi mancherete.
Gli italiani si sentono toccati nel profondo quando gli fai notare quanto siano arretrati mentalmente, culturalmente, politicamente rispetto ai vicini europei.
Tant'è che esiste proprio la categoria d'italiano che appena accenni ad una pecca del sistema del suo paese che può essere ritoccata, migliorata o addirittura cambiata, si mette le mani nelle orecchie, dondola su è giù e si ripete mentalmente "Il mio paese è il più bello che ci sia, il mio paese è il più bello che ci sia, il mio paese è il più bello che ci sia."
E questa categoria è veramente vasta e variegata e addirittura al suo interno vi sono pure quelli che si lamentano del sistema italiano. Sembra assurdo ma pure quelli che dicono che ci sono le falle in Italia, poi continuano a comportarsi esattamente come quelli di cui si lamentano o producono gli stessi errori che avevano indicato come deleteri per il sistema.
Ora pensate a questa scena:
Due vicini A e B costruiscono le proprie case nei rispettivi giardini confinanti.
Il primo costruisce la casa grande, in fretta, a basso prezzo, environment friendly e che dura per decenni.
L'altro costruisce una casa piccola, in ritardo (anzi non riesce a finirla e la lascia a metà), a prezzi altissimi, inquinante e che crolla dopo cinque anni.
Passa un Fabristol qualunque, nota la differenza abissale tra le due case e si chiede: ma come avrà fatto il costruttore A a costruire una casa così bella in modo così efficiente rispetto a B?
Va a casa di A, gli chiede i segreti del mestiere. A glieli insegna.
Fabristol va da B e gli spiega i segreti per come costruire una casa grande e duratura.
B ti guarda di sottecchi, le sopracciglia incurvate. Con quello sguardo ti fulmina e indirettamente ti da del traditore.
Si lamentava della sua casa fatiscente certo, ma ora che gli hai fatto notare che quella di A è più bella ti dice: "Sì sì certo, ma il mio giardino è più felice, e anzi: il fatto stesso che sia così brutta rende la mia vita più felice, genuina. Di certo A non vive bene in quella casa così grande. Solo io so vivere bene."
Il giorno dopo la casa di B crolla e lui, la sua famiglia e tutta la sua felicità si spengono in un gran piatto di pastasciutta fumante.
Morale della favola: se B fosse stato intelligente avrebbe copiato i segreti di A e la sua vita non solo sarebbe stata più felice ma ora sarebbe vivo.

La meta? È il viaggio stesso la meta.
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