Fabristol

Vita di un dottorando in UK
mercoledì, 31 ottobre 2007

Farmacie omeopatiche, farmacie cattoliche

220px-RhustoxVorrei portare alla vostra attenzione un esempio che mi pare calzi bene con la discussione accesa nei vari blog per quanto riguarda Papa-farmacisti.

Credo che tutti conosciate l'omeopatia. Una pseudoscienza che pretende di curare (anche malattie gravi) con il solo aiuto del "nulla". Cioe' di molecole diluite fino a diventare praticamente acqua e che possono funzionare solo con effetto placebo.

I "medici" omeopati rappresentano una lobby importante nei paesi occidentali con addirittura capacita' di pressione e politiche. Tanto da aver denunciato Piero Angela per aver diffamato la categoria e la loro pseudomedicina. Il livello scientifico di questi individui risulta palese da questo episodio: uno scienziato non si permetterebbe mai di denunciare un altro per aver diffamato la propria teoria scientifica. Scienza e' dinamismo, discussione, cambiamento, confronto.

Gli omeopati non accettano alcuna critica e si basano esclusivamente sul dogma della diluizione, neppure quando una rivista internazionale riconosciuta per la sua serieta' come il Lancet demolsice dalle basi e con dati e prove la loro religione.

Per tutti questi motivi l'omeopatia e' una setta religiosa tanto da accostarla per un buon esempio a quella dei medici e farmacisti cattolici.

Ebbene detto tutto questo, di farmacie specializzate sull'omeopatia nel territorio nazionale ce ne sono a bizzeffe. Su Google ho trovato quelle del Lazio, per esempio.

Nessuno si lamenta che nei paesini sperduti di 200 anime qualche vecchietto con gravi problemi al cuore non trovi una farmacia con farmaci di provato scientificita' piuttosto che quelli omeopati. E mi pare che nessuno COSTRINGA questi pseudofarmacisti a dare farmaci non omeopati.

Ora quindi vi chiedo che differenza ci sarebbe con una eventuale farmacia cattolica, o musulmana o ebraica?

 

postato da: Fabristol alle ore 10:39 | link | commenti (21) | commenti (21)
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martedì, 30 ottobre 2007

Ratzinger (per una volta) ha ragione

Un commento veloce sulla questione del Papa che arruola i farmacisti fra le sue fila.

Pur non essendo d'accordo sul metodo, cioe' che un capo di stato straniero chieda ad una categoria la diserzione e addirittura una legge ad hoc per i propri affari politico-religiosi (un po' come se Sarkozy chiedesse ai benzinai di origine francese in italia di non dare la benzina agli italiani: roba da incidente diplomatico, chiamata urgente di ambasciatori e chiusura di accordi bilaterali); dico a parte questo particolare bello grosso io sono d'accordo col concetto teorico generale di Ratzinger.

Come si e' data la possibilita' ai medici cattolici (e non, perche' non sono solo i cattolici ad essere contro l'aborto) antiabortisti di usufruire dell'obiezione di coscienza, non vedo perche' non la si possa dare ai farmacisti. Io mi sentirei male a vendere dei prodotti a terzi che vanno contro la mia morale. Costringere qualcuno a fare qualcosa che lui reputa immorale e' illiberale.

Ma l'importante pero' e' che sia chiaro. Cioe' voglio nell'insegna della farmacia scritto "Farmacia Cattolica", come adesso esiste quella omeopatica, o tradizionale cinese-orientale ecc ecc.

Insomma un po' come le macellerie musulmane o ebree. Il musulmano e l'ebreo sanno che in quella macelleria si taglia la carne in quel modo prescritto dai loro libri sacri, non c'e' maiale ecc ecc.

Allo stesso modo una persona cattolica deve poter andare in una farmacia sicura di sapere che li' non esistono prodotti anticoncezionali, che le medicine non siano state prodotte da staminali embrionali ecc ecc.

Mi pare buon senso.

 

postato da: Fabristol alle ore 13:48 | link | commenti (60) | commenti (60)
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lunedì, 29 ottobre 2007

Terroristi o resistenti?

kurdistan_flag

Oggi guarda caso nella piazza principale di Bristol c'era una manifestazione di una cinquantina di curdi con tanto di bandierine col sole, bandiere rosse del PKK e foto di Ochalan.
"Guarda! - dico a Sonia. - "Quella è la bandiera del (l'ipotetico) Kurdistan. E quello è il viso di Ochalan."
"Indipendentisti del Kurdistan. O forse sono terroristi. Dipende da come la si vede."


 
postato da: Fabristol alle ore 18:37 | link | commenti (4) | commenti (4)
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domenica, 28 ottobre 2007

Padre Pio salverà Poste Italiane

poste_italiane
Aioros ci spiega il perchè. 


postato da: Fabristol alle ore 17:56 | link | commenti | commenti
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domenica, 28 ottobre 2007

Il decalogo del dottorando (in Italia)


" 7) Resistere, resistere, resistere. Se il vostro assegno/dottorato è scaduto, non sognatevi di andarvene: una volta usciti non si rientra più. Invece, continuate a presentarvi puntualmente alla vostra scrivania come se niente fosse. Lassù qualcuno vi ama e vi farà cadere qualcosa."



Da leggere tutto!



Su segnalazione di Vincenzo (madoooonnnn')
postato da: Fabristol alle ore 14:38 | link | commenti (3) | commenti (3)
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sabato, 27 ottobre 2007

Punto della situazione

worldmap
Ieri pensavo al presente e a come potrebbe essere rappresentato nei libri di storia del futuro.
Ci penso spesso agli studenti del futuro dietro ai loro banchi a studiare ciò che ci sta succedeno nel nostro presente. Loro avranno un'idea generale ben più ampia dei nostri avvenimenti e potranno vedere e capire cose di cui forse non riusciamo ancora a renderci conto.
Qual'è il masterplan? Che faccia ha il nostro mondo visto da una posizione privilegiata come il futuro?

Mi ricordo quando a scuola studiavamo lo scoppio della prima e seconda guerra mondiale e cercavamo di individuarne le cause. C'erano singoli episodi importanti che potevano fare da grilletto alle situazioni (l'assassinio dell'arciduca Ferdinando a Sarajevo per esempio), ma in realtà quelle guerre erano inevitabili per questioni completamente estranee al volere di quegli uomini. Meccanismi istintivi e di dinamica di popolazioni a cui non si può sfuggire.
In futuro gli studenti dietro i banchi faranno il punto della nostra situazione odierna individuando i soliti episodi scatenanti (Torri Gemelle, Guerra in Iraq) ma senza capire, a mio parere (come noi non capiamo ancora bene prima e seconda guerra mondiale), quelle dinamiche sociali, istintive, genetiche ecc che sono alla base dei nostri comportamenti di massa.
Ho fatto una mappa su in alto in cui segno i punti caldi del mondo in questo periodo, quelli che in futuro saranno i teatri di future guerre o rivoluzioni.


E' amaro e affascinante allo stesso tempo sapere che quei punti rossi saranno nelle pagine dei libri di storia dei miei figli. La Storia è già qui.


postato da: Fabristol alle ore 17:28 | link | commenti (7) | commenti (7)
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venerdì, 26 ottobre 2007

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postato da: Fabristol alle ore 16:00 | link | commenti (9) | commenti (9)
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giovedì, 25 ottobre 2007

Bruxelles città-stato

brussels_mapQuando andai in Belgio qualche mese fa rimasi sinceramente impressionato dalla divisione interna del paese. Quando presi il treno per andare da Bruxelles a Ghent nelle Fiandre, mi resi conto che andare vero il Nord era come attraversare un confine non scritto nelle mappe ma nelle vite delle persone.
Nella lingua prima di tutto (i belgi sono per lo più monoglotti e non bilingui come ci si aspetterebbe), nei costumi, nelle città, nella genetica perfino, nel comportamento ecc.
Perfino i cartelloni pubblicitari erano scritti in diverse lingue per raggiungere diversi target. Cioè c'erano prodotti solo per fiamminghi ed altri solo per francofoni.
Leggendo questa intervista mi sono reso conto che nel cuore dell'Europa c'è ancora uno stato in cui secessione, scissione, rivoluzione hanno ancora un senso profondo. Gli stati nazione non sono entità eterne e sono organismi dinamici e nei prossimi cinquant'anni, se l'Europa non diventerà unita dal punto di vista politico, dobbiamo scordarci nomi come Spagna, Belgio, Germania o Italia, tutti presi da scissioni interne più o meno importanti.
Mi ha colpito un botta e risposta dell'intervista:

"Che pensa dell'ipotesi di sottrarre Bruxelles alla lotta tra valloni e fiamminghi e far­ne una città Stato internazionale, capitale d'Europa?

«Bruxelles è già la capitale europea ma solo da un punto di vista burocratico. Non po­trà mai competere con Parigi o Londra».
"



Bruxelles città stato, fuori da qualunque giurisdizione nazionale, ma capitale burocratica, politica e simbolica dell'Europa unita.
Questo mi ha colpito, e per quanto mi possa dispiacere per il Belgio squartato e diviso tra olandesi e francesi, l'idea mi affascina non poco.
postato da: Fabristol alle ore 13:02 | link | commenti (5) | commenti (5)
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giovedì, 25 ottobre 2007

Senza parole

"Finiamola con questa storia dei finanziamenti ad Al Fatah - ha detto testualmente il presidente iraniano Ahmadinejad - : l'apertura alla fede in Allah porta solo frutti a favore della società". Per poi aggiungere: "C'è un quotidiano israeliano che ogni settimana deve tirare fuori iniziative di questo genere".

Leggendo poi il commento di Ezio Mauro su Repubblica a queste parole capirete che non le ha dette Ahmadinejad:

"La confutazione, a quanto pare, anche se è incredibile dirlo, riguarda la legittimità stessa di affrontare questi temi. Come se esistesse, lo abbiamo già detto, un'inedita servitù giornalistica dell'Italia verso la Santa Sede, non prevista per le altre istituzioni italiane e straniere, ma tipica soltanto di Paesi non democratici. In più, Sua Eminenza è il Capo del governo di uno Stato straniero che chiede di "finirla" con il libero lavoro d'indagine (naturalmente opinabile, ma libero) di un giornale italiano. Dovrebbe sapere che in Occidente non usa. Mai."


postato da: Fabristol alle ore 11:59 | link | commenti (1) | commenti (1)
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Dramatis Personae

Utente: Fabristol
Nome: Fabristol

La meta? È il viaggio stesso la meta.

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“Qui all'estero, in queste vite sospese che facciamo senza radici fisse, in un limbo fatto di speranze, ingordigia del futuro e lacrime del passato, le persone vanno e vengono come falene intorno ad una luce la notte. Non sai mai chi entrerà nella tua vita, non sai mai quando se ne andrà dalla tua vita, a volte non sai neppure quanto lui/lei è stato importante per la tua vita se non dopo anni e dopo aver perso i contatti per poterlo/la ringraziare. Certo è triste ma fa parte del gioco. Abbiamo scelto di fare questa vita, anteponendo il viaggio alla stanzialità, il cambiamento all'immutabilità, la dinamicità alla fissità, in una parola le ali alle radici." Continua

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