Vorrei portare alla vostra attenzione un esempio che mi pare calzi bene con la discussione accesa nei vari blog per quanto riguarda Papa-farmacisti.
Credo che tutti conosciate l'omeopatia. Una pseudoscienza che pretende di curare (anche malattie gravi) con il solo aiuto del "nulla". Cioe' di molecole diluite fino a diventare praticamente acqua e che possono funzionare solo con effetto placebo.
I "medici" omeopati rappresentano una lobby importante nei paesi occidentali con addirittura capacita' di pressione e politiche. Tanto da aver denunciato Piero Angela per aver diffamato la categoria e la loro pseudomedicina. Il livello scientifico di questi individui risulta palese da questo episodio: uno scienziato non si permetterebbe mai di denunciare un altro per aver diffamato la propria teoria scientifica. Scienza e' dinamismo, discussione, cambiamento, confronto.
Gli omeopati non accettano alcuna critica e si basano esclusivamente sul dogma della diluizione, neppure quando una rivista internazionale riconosciuta per la sua serieta' come il Lancet demolsice dalle basi e con dati e prove la loro religione.
Per tutti questi motivi l'omeopatia e' una setta religiosa tanto da accostarla per un buon esempio a quella dei medici e farmacisti cattolici.
Ebbene detto tutto questo, di farmacie specializzate sull'omeopatia nel territorio nazionale ce ne sono a bizzeffe. Su Google ho trovato quelle del Lazio, per esempio.
Nessuno si lamenta che nei paesini sperduti di 200 anime qualche vecchietto con gravi problemi al cuore non trovi una farmacia con farmaci di provato scientificita' piuttosto che quelli omeopati. E mi pare che nessuno COSTRINGA questi pseudofarmacisti a dare farmaci non omeopati.
Ora quindi vi chiedo che differenza ci sarebbe con una eventuale farmacia cattolica, o musulmana o ebraica?
Un commento veloce sulla questione del Papa che arruola i farmacisti fra le sue fila.
Pur non essendo d'accordo sul metodo, cioe' che un capo di stato straniero chieda ad una categoria la diserzione e addirittura una legge ad hoc per i propri affari politico-religiosi (un po' come se Sarkozy chiedesse ai benzinai di origine francese in italia di non dare la benzina agli italiani: roba da incidente diplomatico, chiamata urgente di ambasciatori e chiusura di accordi bilaterali); dico a parte questo particolare bello grosso io sono d'accordo col concetto teorico generale di Ratzinger.
Come si e' data la possibilita' ai medici cattolici (e non, perche' non sono solo i cattolici ad essere contro l'aborto) antiabortisti di usufruire dell'obiezione di coscienza, non vedo perche' non la si possa dare ai farmacisti. Io mi sentirei male a vendere dei prodotti a terzi che vanno contro la mia morale. Costringere qualcuno a fare qualcosa che lui reputa immorale e' illiberale.
Ma l'importante pero' e' che sia chiaro. Cioe' voglio nell'insegna della farmacia scritto "Farmacia Cattolica", come adesso esiste quella omeopatica, o tradizionale cinese-orientale ecc ecc.
Insomma un po' come le macellerie musulmane o ebree. Il musulmano e l'ebreo sanno che in quella macelleria si taglia la carne in quel modo prescritto dai loro libri sacri, non c'e' maiale ecc ecc.
Allo stesso modo una persona cattolica deve poter andare in una farmacia sicura di sapere che li' non esistono prodotti anticoncezionali, che le medicine non siano state prodotte da staminali embrionali ecc ecc.
Mi pare buon senso.






Quando andai in Belgio qualche mese fa rimasi sinceramente impressionato dalla divisione interna del paese. Quando presi il treno per andare da Bruxelles a Ghent nelle Fiandre, mi resi conto che andare vero il Nord era come attraversare un confine non scritto nelle mappe ma nelle vite delle persone."Che pensa dell'ipotesi di sottrarre Bruxelles alla lotta tra valloni e fiamminghi e farne una città Stato internazionale, capitale d'Europa?