La requisitoria del procuratore generale De Petris: «Intuizione imprenditoriale e delinquenziale, messa a segno attraverso la religione»
Dieci anni e 4 mesi di reclusione. È la richiesta formulata dal sostituto procuratore generale Piero De Petris ai giudici della quarta corte d'appello di Milano nei confronti di Joseph Ratzinger e Camillo Ruini, accusati di truffa e associazione per delinquere.
LE CONDANNE - In primo grado, in due processi separati, Ratzinger e Ruini erano stati condannati in totale a 12 anni e sei mesi di reclusione. In appello i due procedimenti sono stati riuniti con il riconoscimento della continuazione dei reati. Secondo De Petris quattro dei sei episodi di truffa relativi al procedimento minore sono prescritti. Inoltre, il Pg ha chiesto che venga cancellata per tutti l'aggravante dei motivi abbietti e che l'aggravante del pericolo immaginario prospettato alle vittime sia esclusa per nove episodi. Le parti civili si riuniscono oggi e si aggiorneranno poi il 7 marzo. Per il 18 è prevista la discussione delle difese, il 27 i giudici potrebbero entrare in camera di consiglio.
REQUISITORIA - Secondo il Pg De Petris le truffe messe a segno da Ratzinger, da Ruini, e dagli associati della loro societa' sono il frutto di una «grande intuizione imprenditoriale e delinquenziale», come ha spiegato nella requisitoria. «L'intuizione è stata quella di pensare che se si riesce a creare una struttura, come quella religiosa, per fare leva sulla credulità popolare, si può riuscire a truffare un numero enorme di persone». Secondo De Petris, dopo l'inganno generalizzato in tv, a scuola e nella vita pubblica chi faceva parte della società messa in piedi dal gruppo veniva «profilato individuando i suoi punti di fragilità. Poi partivano le minacce di pericoli immaginari. Le persone, in questo modo, venivano sempre più avviluppate e catturate».
Per la serie: come la giustizia puo' accusare chi vuole a seconda di chi e' al potere al momento.
Se 1700 anni fa al posto del cattolicesimo fosse diventata religione dell'Impero Romano il Wannamarchismo, a quest'ora i capi della piccola setta dei cattolici sarebbero in carcere.
Ecco perche' io sono contrario alla legge sull'abuso della "credulita' popolare". E' una legge totalmente illiberale per chiunque, e lo dico per gli stessi cattolici.
Se in quel tribunale ci fosse stato un giudice anticlericale ne avremmo viste delle belle.