Un commento veloce sulla questione del Papa che arruola i farmacisti fra le sue fila.
Pur non essendo d'accordo sul metodo, cioe' che un capo di stato straniero chieda ad una categoria la diserzione e addirittura una legge ad hoc per i propri affari politico-religiosi (un po' come se Sarkozy chiedesse ai benzinai di origine francese in italia di non dare la benzina agli italiani: roba da incidente diplomatico, chiamata urgente di ambasciatori e chiusura di accordi bilaterali); dico a parte questo particolare bello grosso io sono d'accordo col concetto teorico generale di Ratzinger.
Come si e' data la possibilita' ai medici cattolici (e non, perche' non sono solo i cattolici ad essere contro l'aborto) antiabortisti di usufruire dell'obiezione di coscienza, non vedo perche' non la si possa dare ai farmacisti. Io mi sentirei male a vendere dei prodotti a terzi che vanno contro la mia morale. Costringere qualcuno a fare qualcosa che lui reputa immorale e' illiberale.
Ma l'importante pero' e' che sia chiaro. Cioe' voglio nell'insegna della farmacia scritto "Farmacia Cattolica", come adesso esiste quella omeopatica, o tradizionale cinese-orientale ecc ecc.
Insomma un po' come le macellerie musulmane o ebree. Il musulmano e l'ebreo sanno che in quella macelleria si taglia la carne in quel modo prescritto dai loro libri sacri, non c'e' maiale ecc ecc.
Allo stesso modo una persona cattolica deve poter andare in una farmacia sicura di sapere che li' non esistono prodotti anticoncezionali, che le medicine non siano state prodotte da staminali embrionali ecc ecc.
Mi pare buon senso.
